Ancistrus

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Quali sono le origini dell’Ancistrus?

Zone d'origine dell'Ancistrus

Zone d’origine dell’Ancistrus

Oggi il pesce comunemente venduto nei negozi come Ancistrus è classificabile col nome di Ancistrus sp(3). Il nome non definito della specie deriva dal fatto che il pesce comunemente diffuso in acquariofilia è probabilmente derivato da una serie di ibridazioni poco controllate operate nei primi anni della sua introduzione in ambito acquariofilo tra specie diverse, tra le quali probabilmente si annoverano Ancistrus dolichopterus e Ancistrus temmincki. E’ per questo motivo che questo pesce viene spesso chiamato, non del tutto correttamente, Ancistrus dolichopterus o Ancistrus temmincki. Le sue caratteristiche sono comunque molto affini a quelle delle due specie da cui ha probabilmente tratto origine.
L’Ancistrus dolichopterus è diffuso nella parte alta e media bacino del Rio delle Amazzoni, e nei bacini del Rio Negro, nella parte terminale del Trombetas, nei bacini del Tefé, Madeira e Tapajós.

Esistono altri tipi di Ancistrus?
Esistono molte specie di Ancistrus e moltissime specie di loricaridi simili per morfologia e comportamento agli Ancistrus, anche se la maggior parte di esse è poco diffusa in ambito acquariofilo.

E’ un buon pulitore?
L’Ancistrus è uno dei pesci d’acquario che hanno tratto la loro popolarità dall’abitudine di attaccarsi ai vetri e agli oggetti con la loro bocca raschiando via le alghe. Purtroppo questa caratteristica, che ha reso questo pesce noto come “pulitore”, “pulivetro” o “mangiaalghe” ha portato molte persone a credere che per avere un acquario splendente basta comprare un paio di questi pesci e buttarceli dentro. In realtà, come ogni animale, l’Ancistrus ha delle esigenze specifiche che non possono essere trascurate se si vuole che viva bene e a lungo. Il nutrimento di alghe in acquario può rappresentare solo una parte minimale della sua dieta, e va ricordato che comunque sia non tutte le specie di alghe sono gradite a questi pesci.

Quanto tempo vive un Ancistrus?
L’aspettativa di vita di questa specie si aggira intorno ai 10 anni.

Quanti di questi pesci posso tenere nel mio acquario da x litri?
Gli Ancistrus, come la maggior parte dei pesci appartenenti alla famiglia dei loricaridi, conducono vita solitaria e hanno una territorialità piuttosto spiccata. Da giovani possono convivere tranquillamente nelle vasche di accrescimento degli allevamenti o dai negozianti, ma man mano che raggiungono la maturità sessuale diventano insofferenti nei confronti dei conspecifici e possono farsi seriamente male litigando tra loro. Quindi è bene tenere non più di una coppia (maschio e femmina) di questi pesci in acquari dalla capienza di almeno 60-70 litri. In alternativa, si potrebbe allevare un gruppetto di 5 o 6 giovani per selezionarne in seguito una coppia cedendo poi tutti gli altri. Questo consente di scegliere i soggetti migliori. In ogni caso in un acquario di dimensioni casalinghe sconsiglierei la convivenza di più di un maschio e una femmina.

Possono davvero farsi del male litigando tra loro?
Non solo farsi del male. Possono addirittura uccidersi durante una lite territoriale. Questi pesci sono dotati di spine ad uncino retrattili che in condizioni normali non si vedono perché sono nascoste nella zona delle branchie. Quando però un pesce vuole fare del male ad un suo simile o quando semplicemente si sente minacciato estrae le spine usandole come arma. Durante una lite solitamente i due pesci si affiancano cercando di punzecchiarsi a vicenda. Nei casi peggiori è possibile che la lotta degeneri ed uno dei due soccomba per un colpo ben assestato nella pancia.
In questo link si notano due Ancistrus subadulti in un tipico atteggiamento ostile: in questi casi è importante che i litiganti non espongano mai agli attacchi dell’avversario la loro parte più vulnerabile, ovvero la pancia.

Potrei allevare un solo Ancistrus nel mio acquario?
Certamente. Si tratta di un pesce burbero e poco socievole che anche in natura ama la vita solitaria. Vivere da solo in acquario non è fonte di stress per lui, anche se la presenza di un compagno di sesso opposto gli sarebbe probabilmente più gradita. L’importante è che vanga allevato in un acquario di almeno 40-50 litri, con pochi altri pesci e caratteristiche ambientali adatte. Pare che non arrivando alla riproduzione pesci allevati in questo modo si sviluppino maggiormente, arrivando a raggiungere una dimensione maggiore rispetto a quelli messi in grado di riprodursi.

Ancistrus femmina - testa

Come si riconosce il sesso degli Ancistrus?
Gli Ancistrus mostrano il dimorfismo sessuale, cioè le caratteristiche che differenziano i maschi dalle femmine, a partire dalla lunghezza di circa 5-6cm, ovvero a circa 6-8 mesi di vita. Al maschio spuntano delle escrescenze carnose molli simili a baffoni su tutto il muso, che col tempo possono ramificarsi e che hanno la funzione di stimolare la deposizione delle uova da parte della femmina. La femmina non sviluppa le escrescenze come il maschio, anche se in alcuni casi possono essere accennate attorno al bordo superiore della bocca, soprattutto con l’avanzare dell’età dell’esemplare. Un indicatore altrettanto evidente del sesso dell’ancistrus è l’aspetto setoloso del primo raggio delle pinne pettorali, che arriva ad apparire leggermente peloso negli esemplari maschi. Anche questa caratteristica può essere presente, in maniera meno evidente, anche nelle femmine.

Ancistrus maschio - testa

E’ possibile far riprodurre questi pesci in acquario?
Sì. Ottenere la riproduzione degli Ancistrus non è difficile se si allestisce l’acquario in maniera adeguata. La riproduzione avviene all’interno di cavità strette, quindi è bene predisporre degli oggetti che possano fare da tana, in modo che i pesci possano scegliere quale utilizzare come nido. A questo scopo vanno bene anforette, gusci di noci di cocco spezzati a metà con una fessura che consenta ai pesci di accedervi a mò di igloo o oggetti simili. Gli Ancistrus tendono a riutilizzare sempre la stessa tana per le riproduzioni.

Uova di Ancistrus prima della schiusa

Come avviene la riproduzione?
L’accoppiamento è piuttosto rude: il maschio spinge la femmina nella tana per farla deporre. Una volta deposto feconda le uova e la femmina termina il suo ruolo e abbandona il nido. Da quel momento invece il maschio rimarrà nella tana per la maggior parte del tempo accudendo le uova e ventilandole con le sue pinne per mantenerle pulite ed evitare che ammuffiscano. Uscirà solo per brevi escursioni alla ricerca di cibo. Dopo alcuni giorni le uova si schiuderanno divenendo larve, che resteranno attaccate alla parete dove sono state deposte fino al completo assorbimento del sacco vitellino. A quel punto i piccoli pesci saranno avannotti indipendenti in grado di muoversi e cibarsi da soli, ed usciranno dalla tana, dopo 15-20 giorni dalla deposizione. Usciti tutti gli avannotti anche il maschio abbandonerà la custodia della tana tornando alla sua vita normale.

Uova di Ancistrus durante la schiusa

Nell’immagine a fianco si vede un maschio di Ancistrus intento ad accudire le uova. In questo caso la deposizione è avvenuta sui vetri dell’acquario, ma solitamente, se presenti, gli Ancistrus prediligono luoghi più protetti come l’interno di anfore o altre cavità strette, dove la fecondazione e la difesa delle uova da eventuali predatori possa essere più efficace.
Si vedono chiaramente i tuorli gialli all’interno dei gusci trasparenti. Le dimensioni di ogni singolo uovo sono di circa 2.5mm e ad ogni deposizione vengono rilasciate circa 150 uova. La numerosità può variare in relazione all’età della femmina e a fattori ambientali.
Appena deposte le uova, queste vengono fecondate dal maschio e così ha inizio lo sviluppo dell’embrione al loro interno. La foto a fianco ritrae uova al secondo giorno dopo la deposizione.
Il tasso di schiusa delle uova è generalmente molto elevato, e dipende in parte dall’esperienza della coppia nelle cure parentali e dalle condizioni ambientali dell’acquario. In acqua dura la percentuale di uova che ammuffiscono è superiore.
La foto accanto ritrae il momento della schiusa. In questo caso la deposizione è avvenuta sul vetro dell’acquario esponendo le larve alla predazione o alla fuga e non consentendo una cura del tutto efficace da parte del maschio, tuttavia è interessante notare lo sviluppo degli embrioni all’interno delle uova, in cui traspaiono chiaramente i puntini neri che saranno gli occhi dei futuri avannotti.
Si possono vedere anche delle larve già uscite dal guscio che conservano sotto il corpo ancora trasparente il sacco vitellino di color giallo intenso. Questo ha la funzione di nutrirle nei primi giorni di vita, in modo da consentire loro di svilupparsi a sufficienza fino a quando saranno avannotti abbastanza grandi e sviluppati da muoversi da soli in cerca del cibo.
Ad assorbimento avvenuto del sacco vitellino i piccoli avannotti misurano circa 13-14mm di lunghezza e presentano già una colorazione simile a quella degli adulti e una mobilità completa.

Che rapporti ci sono tra la coppia di Ancistrus?
La scarsa propensione ai rapporti sociali di questo pesce si nota anche nella vita di coppia. Maschio e femmina non hanno alcun legame evidente al di fuori del momento della deposizione. Solo durante questo momento il maschio spinge la femmina all’interno della tana che ha deciso di utilizzare come nido per stimolarla alla deposizione delle uova.

Come dovrei nutrire il mio Ancistrus?
Gli Ancistrus sono onnivori ma hanno comunque bisogno di una buona parte di cibo vegetale nella loro dieta. Un’alimentazione corretta dovrebbe essere basata sulla somministrazione di pastiglie affondanti per pesci da fondo, che solitamente contengono sia sostanze di origine animale che vegetale. Esistono anche pastiglie a base completamente vegetale, che sono comunque adatte alla loro alimentazione. Sarebbe opportuno sostituire questo cibo di base con alimenti naturali un paio di volte alla settimana, come foglie di insalata o rondelle di zucchina bollite, senza esagerare con le quantità.
E’ bene sottolineare che l’Ancistrus è un pesce notturno. Per rispettare maggiormente le sue abitudini naturali sarebbe bene fornire il cibo dopo lo spegnimento delle luci. In ogni caso è disposto a cibarsi senza problemi anche di giorno.

L’Ancistrus riesce a vedere al buio?

Occhio di Ancistrus al buio

Occhio di Ancistrus al buio

Occhio di Ancistrus alla luce

Occhio di Ancistrus alla luce

Questi pesci posseggono capacità visive piuttosto rare nel mondo ittico. Sono in grado di adattare la loro vista a condizioni di illuminazione molto varie. In particolare, a differenza della maggior parte dei pesci, hanno la capacità di adattare le dimensioni delle loro pupille in base alle condizioni di luminosità, e possiedono un lembo estensibile simile ad un paraocchi che protegge la loro vista da un eccesso di illuminazione, garantendo loro sia di un’ottima vista notturna che una buona vista diurna.
La figura accanto schematizza il lembo estensibile in condizioni di buio e di luce.

Ho notato che su molti siti si danno indicazioni differenti per quanto riguarda l’allevamento degli Ancistrus. Io li allevo a 28 gradi, faccio bene? Qual è il valore di durezza e ph ottimale per loro?”
Se vuoi sapere degli Ancistrus per come li allevo io e per la mia esperienza ti direi che le temperature indicate sono sicuramente troppo alte. I miei sopra i 27-28 gradi cessano di riprodursi. Tenerli sempre a quelle temperature è ovviamente una forzatura. Per quanto riguarda la durezza… dirò forse un’eresia, ma in realtà sono abbastanza tolleranti e a meno di non metterli in acque molto dure si adattano bene. I miei, per esempio stanno a ph 7.5 circa e si riproducono normalmente e praticamente senza perdite… L’importante è non sottoporli a forti stress termici o osmotici quando vengono immessi in acquario, cercando di essere il più graduali possibili nell’ambientamento…

Come faccio a essere sicuro che il pesce che prenderò è un Ancistrus?
Capita a volte di imbattersi in negozianti poco competenti riguardo ai pesci appartenenti alla famiglia dei loricaridi. Molti pesci di questa famiglia che si trovano comunemente in commercio si somigliano tra loro quando sono giovani e una persona poco esperta potrebbe trovarsi a comperare al posto di un Ancistrus un pesce che magari in qualche mese diventa lungo 30cm, creando evidenti problemi in acquario. Solitamente in commercio i loricaridi più diffusi e somiglianti agli Ancistrus sono i Liposarcus, gli Hypostomus e i Pterygoplichthys gibbiceps. Queste due specie hanno la caratteristica di crescere molto e di non essere assolutamente adatti all’allevamento in un comune acquario domestico.

Ancistrus

Ancistrus - esemplare giovane

La coda ha un profilo pressochè rettilineo ed è bordata di bianco alle estremità. Anche la pinna dorsale può essere bordata di bianco.
Il colore di fondo del pesce è grigio molto scuro sul quale sono presenti macchie irregolari di color grigio chiaro. In periodi di stress il colore di fondo si può schiarire in certe zone del corpo confondendosi con quello delle macchie più chiare.
Il soggetto rappresentato in questa foto è un esemplare maschio giovane che non ha ancora raggiunto la piena maturità sessuale. Si notano infatti intorno alla bocca i primi accenni delle protuberanze carnose che caratterizzano la specie.
Oltre alla specie naturale sono diffuse in commercio alcune varietà selezionate che derivano da essa. Esiste una selezione a pinne lunghe (dette anche pinne a velo) e una selezione albina di questi pesci. Entrambe non esistono in natura e sono frutto di selezioni a scopo ornamentale operate dagli uomini.

Ancistrus albino - varietà a pinne lunghe

La varietà albina è morfologicamente uguale a quella naturale, ma è caratterizzata da una totale assenza di pigmentazione che conferisce al pesce un colore biancastro. Anche gli occhi mancano di pigmentazione e l’iride è rossa. Questa varietà è particolarmente sensibile alla luce eccessiva. La varietà albina si può accoppiare con la specie originaria generando una prole composta totalmente da pesci di colore nero ma portatori del carattere recessivo dell’albinismo.
La varietà con pinne a velo presenta invece tutte le pinne del corpo particolarmente allungate. Questo, che da alcuni può essere considerato un elemento esteticamente interessante, in realtà rende i movimenti del pesce meno agili e, date le sue abitudini comportamentali, espone l’animale a frequenti ferimenti alle pinne, con un aumento del rischio di infezioni. In natura sarebbe una caratteristica fortemente debilitante.
Nella foto a fianco si vede una coppia adulta di una selezione albina con pinne a velo.

Hypostomus punctatus

Hypostomus punctatus - esemplare giovane

La coda ha un profilo ricurvo, tipicamente a forma di mezzaluna. Il corpo appare più slanciato rispetto a quello di un Ancistrus e il colore è nettamente diverso. Nell’Hypostomus punctatus la livrea è marrone chiaro con macchie irregolari dai contorni poco netti di color marrone più scuro. Il pattern è il medesimo sia sul corpo sia sulle pinne e sulla coda.
L’esemplare rappresentato in foto è giovane ed è lungo solo qualche cm. Queste sono le dimensioni tipiche dei pesci venduti in negozio. Tuttavia da adulto può crescere oltre i 40cm e questo lo rende assolutamente inadatto ad essere allevato in un acquario domestico.

Pterygoplichthys gibbiceps

Pterygoplichthys gibbiceps

Uno dei principali segni distintivi di questa specie è la pinna dorsale molto alta e arrotondata.
Il corpo ha un colore grigio scuro con la presenza di una reticolatura di color giallognolo-arancione
Il pesce rappresentato nella foto, al pari di quelli sopra, è un esemplare giovane delle dimensioni tipiche in cui questi pesci vengono venduti. Sebbene sia piuttosto diffuso in commercio è inadatto ad essere allevato in un acquario domestico, perchè può raggiungere la lunghezza di mezzo metro.